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Trovato l'accordo. Vendola: esito positivo di una battaglia
La Bridgestone resta a Bari ed i 950 lavoratori dello stabilimento pugliese potranno contare sulla cassa integrazione a rotazione per due anni, rinnovabile, e su un piano triennale di esodo volontario incentivato. È quanto prevede l'accordo siglato ieri dai vertici della multinazionale del pneumatico, i sindacati, la Regione Puglia e i ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro per chiudere la vertenza, aperta a marzo scorso con l'annuncio dell'azienda nipponica di lasciare la Puglia nel 2014. La lunga trattativa avviata tra le parti per salvare la fabbrica, riorganizzarla e riconvertirla sulla produzione di pneumatici general use che il mercato richiede, tutelando con l'aumento della produzione il maggior numero di posti di lavoro, ha portato a un nuovo piano industriale. Quest'ultimo sarà sostenuto da un contratto di sviluppo nazionale per cofinanziare l'investimento Bridgestone di 31milioni di euro, confermato dai giapponesi dopo le smentite delle settimane scorse. L'Assessore al Lavoro della Puglia, Leo Caroli, parla di «incomprensioni» e spiega che la Regione non poteva intervenire dando aiuti ad una azienda che taglia il personale. Ecco perché il cofinanziamento sarà statale. «A regime la produzione sarà pari a 3,5 milioni di pneumatici e i sacrifici richiesti ai lavoratori saranno compensati da un piano industriale che rafforzerà nel tempo le produzioni e quindi il posto di lavoro. È il miglior accordo possibile, abbiamo scongiurato la chiusura», afferma il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, che aveva lasciato la vertenza nelle mani del sottosegretario Claudio De Vincenti. Il ministro sottolinea l'importanza della collaborazione fra istituzioni e parti sociali, che ha portato a «un risultato che fa onore al Paese e al Sud, ove le condizioni di svantaggio sono ancora troppo elevate, ma - aggiunge - anche a Bridgestone». E che sia fondamentale «fare sistema» per non continuare a perdere pezzi d'industria è opinione condivisa da Caroli, pubblicamente ringraziato dal governatore Nichi Vendola per essersi «battuto come un leone» insieme ai lavoratori della fabbrica. Il governatore parla di «esito positivo di una battaglia». Sollevati si dicono il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, e il suo vice Alfonso Pisicchio, che ha seguito la partita. Mentre il coordinatore del Pdl di Bari, senatore d'Ambrosio Lettieri, loda «la linea del confronto». L'esodo volontario potrà riguardare al massimo 377 unità nel prossimo triennio, «incentivato da 60 mensilità in media: il numero è variabili in base all'anzianità aziendale, all'età del lavoratore e a quando decide di lasciare», spiega Giuseppe Altamura, segretario generale della Filctem di Bari, che con Uiltec-Uil e Ugl ha condiviso il percorso. «Il piano non sarà indolore, ma rispetto alla prospettiva di chiusura, abbiamo la garanzia degli ammortizzatori sociali per tutti, a partire da gennaio, e l'impegno aziendale a potenziare Modugno e a non importare i pneumatici dall'Asia se ci sarà una ripresa della domanda», conclude Altamura. «Ciò significa che il numero degli esuberi potrebbe ridursi», auspica il segretario della Uiltec, Paolo Pirani . Inoltre ci sarà «l'abbandono del ciclo continuo per quello a 5 giorni con 4 turni da 6 ore», ricorda il segretario dell'Ugl Chimici, Luigi Ulgiati. La Regione interviene finanziando «un piano pluriennale di formazione on the job, in fabbrica», riferisce Caroli, che è riuscito ad imporre la convocazione trimestrale di un tavolo regionale di monitoraggio sullo stato di attuazione dell'intesa, «per fare in modo che nessuna ulteriore ricaduta possa esserci sul costo del lavoro e sugli stipendi e che l'intervento delle istituzioni e dell'azienda - osserva - determini l'abbattimento delle altre voci del costo della produzione». Per quanto riguarda l'energia, Bridgestone aderirà al decreto per ridurre i costi delle aziende energivore, un punto a cui concorrerà il governo».
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” dell’1 ottobre 2013 (pag. XI)